Rieccoci dunque... Lo so, assenza ingiustificata per più di una settimana. Son stato dietro ai test d'ammissione a Medicina e Proff. Sanitarie. Il primo è già saltato, 828esimo.. Il secondo me lo danno domani (si spera).
Infermieristica o no, non si possono interrompere i racconti di punto in bianco.. tosto dunque riprendiamo.
(perchè uso sempre il lemma "tosto"..?)
<<La marcia verso Marl era ripresa, in seguito al combattimento presso il podere. Il tempo era sempre uggioso e non accennava a smettere con la pioggia. All'incirca del mezzogiorno, i nostri avvistano da lontano qualcosa: Marl. Ma si vedeva lontano un miglio che la città non fosse brulicante di vita. "Vado io in ricognizione" esclamò Zebith. Confermata l'idea dai vari cenni di assenso dei compagni, il nostro proseguì da solo alla volta della città abbandonata. Dopo nemmeno mezz'ora di riposo sull'erba bagnata, al riparo d'un grosso pino, il ricognitore era tornato. "Non c'è niente ragazzi. E' tutto distrutto, fatto a pezzi, demolito.." esclamò appena arrivato. "Riposati un attimo e raccontaci meglio" disse il nano. "Ve l'ho detto" aggiunse lui "non c'è nessuna forma umana nel raggio di un chilometro. L'uniche cose che ho visto muoversi erano dei ragni grossi, ma parecchio grossi.. Poi nient'altro".
Decisione collettiva fu quella di aggirare la città, passando dalla campagna adiacente, onde evitare ritorsioni locali da parte dei nuovi "abitanti" di Marl. Caranthir gettò un'ultima occhiata al campanile semidiroccato della cittadina, per poi proseguire verso casa.
La strada si fa sempre più fangosa e dissestata. Segni di passaggio, recenti e non, costellano la strada. Un frugale pasto, consumato in corso d'opera, segna che è l'ora di pranzo. Durante il viaggio per il campo di Woodsinger, i nostri trovano anche una piccola fattoria, abitata da due halfling. E' strano vedere come, in mezzo a tanta distruzione e disgrazia d'una regione devastata, esista ancora una minuscola zona felice, abitata da piccoletti. Forse gli halfling non si rendono nemmeno conto della fortuna d'essere stati ignorati dal Cerchio di Ferro.
Verso metà del pomeriggio, sempre sotto la pioggia scrosciante, la compagnia arriva al limitare della foresta. Qui Caranthir era di casa. Indicò loro una semplice, per lui, scorciatoia, in mezzo alla foresta, perdendo le facili tracce del sentiero. La pioggia sotto i fitti alberi cadeva più rada, e quindi era più facile per l'orecchio ascoltare i rumori. Ma di rumori in quella foresta ce n'erano veramente troppi. "Fermi" disse James, avvertendo l'ennesimo rumore. Fatto sta che a quel semplice segnale, non solo si fermarono i suoi colleghi, ma dall'alto delle piante si calarono quattro elfi. "Chi siete voi, cosa ci fate qui? Non sapete che.." cominciò quello che sembrava il capo pattuglia, ma non seppero mai che cosa dovevano sapere "Caranthir! Sei proprio tu?"
Sì, Campo Woodsinger era sempre più vicino.
La discussione con la capa Eriyel era da poco finita e Caranthir osservava le piccole casette sugli alberi. Il campo era piccolino, venti, forse nemmeno trenta abitazioni. Niente a che vedere con le grandi "metropoli" elfiche di cui narrano i più vecchi. Era tornato al campo, aveva spiegato che fosse successo alla propria pattuglia. E il comandante è stata chiara: niente guerra. I compagni di Caranthir ne erano affranti. Però forse una soluzione c'èra. Andava ripulito un rifugio di goblin, maledetti, accanto al vecchio villaggio di Dal Nystiere. Secondo le fonti di Israfen, pattuglie hanno riferito che ci sia della attività magica negativa, nei paraggi. E pare che l'unico ingresso sia attraverso un piedistallo posto in mezzo ad un circolo di pietre verticali. E pare, a quanto è emerso durante l'ultima discussione, che saranno loro a stanare quelle bestie. Caranthir era distrutto. Nel giro nemmeno d'una settimana aveva quasi girato tutta la regione. Ora toccava rischiare la vita un'altra volta. Era certo che Eriyel non avrebbe mai mosso guerra contro il Cerchio di Ferro. Non è questione elfica una guerra tra umani. Cosa c'èntravano loro? Ma era forse vero che se il Cerchio si fosse allargato avrebbe procurato danno anche al loro campo, e allora chissà, forse in quel momento entrare in guerra sarebbe troppo tardi. Tutti discorsi che si portò a letto, mentre cercava di prender sonno. Domani è un'altra grande avventura.
Si alzarono presto, di buon mattino. Avrebbero voluto altri ragguagli, ma Eriyel e Israfen, le più alte figure di comando di quel posto, erano partiti all'alba, per chissà dove. Strano. "In marcia, su!" disse qualcuno, allegramente. Gli elfi si affacciavano dall'alto delle piante a guardare il curioso drappello. I più giovani elfetti lanciavano foglie secche sui giovani diretti a distruggere il covo di goblin. Sarà segno di buon auspicio?
Il sentiero erboso andava piano piano diradandosi, facendo posto ad una vecchia strada lastricata, ormai antica e distrutta. Segno che erano sulla strada giusta. Dopo un'ora e mezzo di cammino e qualche cambio di rotta, l'approdo doveva essere arrivato. Una radura, delle palesi pietre giganti verticali torreggiavano in mezzo al piccolo rialzo. Qualche albero intorno ed un carro semidistrutto, relitto in mezzo alla strada. Pareva un ottimo posto per un imboscata di briganti. Detto fatto.
Dall'alto delle piante sbucano ragni. Grossi ragni. Uno arrivava in altezza a Wulgar, il quale cerca subito di morderlo. La reazione dei nostri è immediata. L'arco sfolgorante di Sariel colpisce i due ragni appropinquati al nano, mentre, da lontano, sopraggiungono altre bestiacce. E' facile definirli: goblin ed altri ragni. Arrivano a corsa, berciando nella loro lingua gutturale ed ignobile, mentre si avventano sempre su Wulgar, frangiflutti in tal guisa. Vanno a crearsi duelli e lotte campali, tutto insieme. Zebith, presa distanza dal corpo a corpo, invia il suo aiuto in combattimento tramite frecce letali. James, gridando abbatte il primo goblin della giornata, il quale si piega come un sacco di cenci. Caranthir al suo fianco, leva la spada al cielo e la schianta sulla debole difesa del secondo goblin. Un paio di mosse mal parate ed una stoccata finale. Touchè. Altro derelitto che va a baciare il suolo. Nella cruenta ma rapida battaglia, si staglia anche un grido di preghiera del nano, il quale, in tutta risposta, riceve altri colpi dalle terribili tenaglie dei ragni, avventatisi su di lui. Nel mentre frizzano in aria lampi e fulmini blu. Sariel ha trovato la giusta concentrazione e soprattutto la buona mira per colpire due ragni all'unisono. James para i fendenti di quelle bestie pelose, e Caranthir mentre si difende da un debole colpo offertogli dal goblin, lo vede fuggir via, titubante. Scelta saggia vista la fine dei suoi due colleghi.
James, in preda all'ebrezza del combattimento, pianta la sua ascia in mezzo al ragno già acciaccato. Esso finisce di dimenarsi in terra. Le frecce di Zebith continuano a piovere in mezzo alla mischia, precise come il cioccolato Novi, e Caranthir, mediante un colpo possente, cerca di distruggere la tempra d'un altro ragno.
Il tutto si conclude nel giro di mezzo minuto. Wulgar cade su un ginocchio, in seguito al dolore del veleno iniettatogli dalle bestie. I goblin sono in fuga. Caranthir abbatte un altro ragno. I fulmini di Sariel schizzano nel terzo elemento, colpendo a più non posso. Ma è l'ascia di James a sancire la fine dei combattimenti. Immediati i soccorsi al nano, il quale cominciava ad andare a mettere un piede di là.
"Bestie schifose" gridò Caranthir, facendo levare uno stormo di pennuti dal più vicino albero. Detto ciò ribaltò con una pedata il vecchio carro malandato. Aveva scoperto che era pieno di giacigli di goblin.
Ora bisognava entrare dentro il nascondiglio. E un sistema c'èra...>>
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