martedì 11 ottobre 2011

Cronache di D&D III^ Puntata [2/2]

Questo mese comincia davvero ad essercene troppe.. Tra il 118 e la caccia vivo di notte stile Batman; l'iPhone è come un bimbo piccino, ogni giorno vuole un app nuova. Ho due book da lavorare e in settimana ne scatto un altro...
Tra le altre cose è anche la settimana di lutto per Steve Jobs.
Tosto passiamo alla seconda parte del terzo atto.. Eravamo rimasti al consiglio di guerra? Bei tempi, per davvero, quando la gente viveva con 40 PF..

«Passarono ore a discutere, molte volte del Niente. Il capo di quella campagna finale era Dar Gremath; dopo l'arringa di Sariel non vi erano dubbi. Le idee poste sul tavolo della guerra erano molte, confuse e molto spesso irrealizzabili. Caranthir si impose su una tattica tutta sua in stile elfico, imboscata, toccata e fuga; altri più realisti lasciarono perdere tali vezzosità tecniche. James era già partito in quarta al riguardo delle difese lungo il fiume per gli arcieri e Sariel esplicitava le sue tecniche per difendere il villaggio dal fianco destro.
Idea più giusta non venne più fuori: il giorno dopo arrivò in villaggio la notizia che l'esercito del Cerchio si era scinto in due tronconi, uno diretto al ponte e l'altro, usufruendo d'un guado, passava il confine naturale e si accingeva a sferrare un attacco sul fianco. Morsa a tenaglia, un classico. E loro erano tra l'incudine e il martello.
Il pomeriggio prima del giorno di sangue accadde anche un fatto insolito. L'attenzione del gruppo, dopo pranzo, tornò su quel teschio malefico. "No è mio!" urlava Sariel, respingendo Zebith. Tornarono tutti a discutere sull'utilità di tenere insieme a loro quell'artefatto e sulla possibilità di distruggerlo in seduta stante. "Quell'affare ti ha dato di volta al cervello, dà qua!" grugnì il nano, avanzando una ferrea mano. Non ci furono versi; Sariel era impuntata e non cedeva. Toccò al paladino fare da super partes e mettere fine a quella contesa. Gli animi furono calmati e l'aggeggio rinfrascato. La cena fu consumata in un silenzio quasi infernale. Nessuno aveva nulla da dire, tutti erano consci, a quelle tavole di camerati, che poteva essere il loro ultimo pasto, the last boccons da un momento all'altro. Le sentinelle erano vigili, i fuochi spenti, il coprifuoco attivo.
Quella notte probabilmente nessuno dormì e chi lo fece o era talmente distrutto dal lavoro o era un pazzo.

L'albetta era alle porte. Le frastagliate figure dei monti del Devonshire (EH!?) si delineavano davanti un cielo che da nero andava a tingersi sempre più di chiaro. Non fu ancora sorto il sole che da lontano si udì prima un leggero poi un pesante tramestìo ed infine le grida strazianti delle sentinelle. La battaglia finale ha inizio.
Il blu del cielo ogni tanto sparisce, coperto dal nero ebano delle lunghe frecce. I disgraziati, colpiti, rovinavano nel fiume, provocando grasse ciarbate (non trovavo un sinonimo, chiedo venia) d'acqua. I più veloci e scaltri facevano assaggiare il ferro alla prima linea schierata in fretta e furia sul ponte. Dai boschi dell'est venne giù il mondo. Orde, bande, mostri, un carosello mortale si riversava nel villaggio. Sacche di resistenza, muri di rappresaglia, difese altalenanti si opponevano all'oppressore. Tra questi c'èrano i nostri, sbattuti fuori di casa e spediti in braccio alla morte. Il buongiorno fu dato da un tagliagole che in corsa andò a trovare il sonno eterno attraverso la lama di James; il cadavere crollò in testa al nano. "Ma fai attenzione, coso!" sbottò lui, finendo il morente con la mazza. Un portaordini li raggiunse, mentre loro stavano dirigendosi verso il ponte. "Il fianco sud va coperto" esclamò rivolto a loro. Furono le sue ultime parole perchè un maledetto a cavallo lo trafisse, mentre scorribandeggiava attraverso le case.

La corsa fu folle e impossibile. Saccheggiatori del Cerchio Nero sfuggivano alle precarie difese del fianco; popolani in fuga venivano uccisi barbaramente e già qualche casetta veniva data alle fiamme. Proprio in prossimità d'un casolare abbandonato in fretta e furia i nostri trovarono duello. Un ben visibile ufficiale del Cerchio di Ferro, con il mantello rosso, comandava un drappello ordinandogli di dar fuoco alla casa. La freccia di James va a conficcarsi nella spalla destra del Guardaspalle. Un chiarissimo "uccideteli" indicò l'inizio del combattimento. L'apertura delle danze la dà Sariel, con un globo di fulmini: terminato il fascio di luce a terra giacevano tre cadaveri accanto alla casa. Le frecce di Wulgar e Zebith non vanno a segno, perlappunto segno che la distanza forse è eccessiva. Ma l'esercitazione continua di Caranthir con arco e frecce permette di segnare un altro colpo, nel costato dell'ufficiale. Intanto gli accoliti si avvicinano, passando tra le viti e il muretto della casa. Ma da dietro l'angolo della casa fa la sua comparsa un tremendo draco: come prima cosa sputa un getto d'acido e la traiettoria va a finire sulla persona di Caranthir. L'affare brucia e corrode l'armatura. Un ulteriore urlo è dovuto anche al cavaliere della bestia, il quale scocca una freccia. Gli avventurieri avanzano, cercando il ferro nemico; la mazza di Wulgar ferisce l'immonda creatura, Sariel cerca di ipnotizzarla, ma nel bailamme generale l'attenzione è completamente distolta e Caranthir riceve un altro duro colpo: cade su un ginocchio, ansante e ferito. L'urlo di James è il segnale che si sta per avventare nella mischia, ma la difficoltà di calibrare l'ascia bipenne lo fa mancare un colpo. I fulmini di Sariel sfrigolano un altra volta, illuminando a giorno la scena di guerra. La freccia di Wulgar va a segno su una canaglia e contemporaneamente Zebith atterra e finisce un derelitto. "Muori me.." è l'urlo d'un elfo sfregiato dall'acido e dall'armatura fumante il quale ferisce e fa indietreggiare un ufficiale del Cerchio di Ferro che, detto tra noi, non riesce nemmeno a contrattaccare. E' un continuo sferrar colpi da parte delle canaglie, le quali delle volte eludono le difese dei nostri in diversi punti. "Arco folgorante!" grida Sariel, mettendo in ginocchio il draco e rischiando seriamente di sbalestrare il suo cavaliere. Le potenti attività curative del nano salvano qualcuno in extremis, colpito un ennesima volta, stavolta sullo schiniere. L'armatura magica di Wulgar viene azionata: le ferite di Caranthir non ci sono più, frutto potente dell'arcano. Forte di tale prodigio avanza e termina un altro disgraziato. "E' la tua ora, infame!" e con una pedata Zebith fa volare a terra il Guardaspalle. Inutile descrivere la spada piantata nel cranio e lo sconforto generale delle truppe invasori. Il draco, all'anima de li mortacci sua, inveisce sulla maga del gruppo, scagliandola a terra con un poderoso morso. Accorre in suo aiuto Zebith, come Caranthir accorre in soccorso di James. Ferito ad una mano lascia quasi cadere l'ascia, la sua guardia cade, il tagliagole sta per affondare il colpo.. ma dal suo petto spunta una spada rossa sangue. "Grazie!" ed eccolo già avventarsi, con la mano ferita, verso un altro tagliagole puntato sulla schiena di Caranthir.
Ma i nemici stanno per estinguersi: il colpo finale lo dà Zebith, atterrando e finendo il draco. Intorno a lui Wulgar uccide un altro furfante, Sariel ne secca due e Caranthir uccide l'ultimo.
Morte e distruzione aleggiano nell'aia di quella casa, teatro fino ad una settimana fa, di allegri pranzi all'aperto in compagnia di amici. C'èra il tempo di riposarsi solo cinque minuti... »

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