Dungeons and Dragons, il celeberrimo, il papà di tutti i giochi di ruolo del mondo. Era tanto che mi frullava l'idea di ricominciare, di riprendere seriamente e caso vuole che una allegra comunità di cinque (29) elementi mi abbia "adottato" : D
Nella mia luuunga assenza dal campo di gioco nel frattempo è uscita anche una new version, la 4.0. Vilipendiata da alcuni, vezzeggiata da altri, a parer mio è molto più interessante e riveduta ottimamente; non ci sono più troppi fronzoli inutili e tanti dettagli son stati tolti, tutto, spero, direzionato ad un gioco più immediato ed interessante, graziato da una quantità immane di boiate e cavilli.
La scorsa sessione del giovedì è stato un test di prova. Leggo alla vivailparroco il libello Essential delle regole: quivi esiste solo il guerriero, ladro, chierico e mago. Appena leggo la classe Alfiere mi figuro già in testa un tipo, bandiera alla mano, sciabola nell'altra, il quale al grido di Savoia! si lancia a pelle di leone sulle schiere di coboldi impazziti..
Facciamo che saltiamo a piè pari la prima lezione di D&D, giusto per sveltirci : D
La compagnia di avventurieri in questione attualmente bazzica nelle foreste dell'Harkenwold. Sarebbe buona cosa ch'io facessi un sunto di tutta la storia MA siccome sono arrivato a metà campagna, la storia precedente, lo ammetto, la ricordo a pezzi e bocconi. Facciamo che, a malincuore, prendiamo le cronache dal punto in cui sono entrato in gioco..
C'èra una volta...
Il mio personaggio è un elfo Alfiere. Fa parte degli elfi del campo di Woodsinger. Ancora si sa poco di lui (e se ne saprà ancora meno, finchè non termino il background..) e delle sue origini. E' parso portato al combattimento in campo e si è trovato in mezzo ai nostri avventurieri per puro caso. La capa del suo campo, Eriyel, lo ha mandato in ricognizione per saperne di più sul Cerchio di Ferro. Cos'è? Lo scopriremo in corso d'opera.. Il fatto è che non l'aveva mandato da solo. La pattuglia era composta da tre elfi; caduti in una trappola dei Bullywug, i suoi compagni sono stati uccisi e lui fatto prigioniero. Dopo un viaggio da disgraziato i suoi carcerieri assaggiano le lame e l'arcana magia dei nostri. Liberatosi e fatta conoscenza di loro, comincia anche per lui una nuova avventura all'insegna dell'ignoto. Il suo nome è Caranthir O'naur, Volto Rosso di Fuoco...
<<L'odore acre della grotta ormai non era più pungente, come cinque minuti fa. Caranthir si trovava lì, vivo, libero, senza però più niente del suo equipaggiamento. I Bullywug si erano presi la sua corazza, per quanto stesse larga a loro, i suoi oggetti, il suo stocco da addestramento. Quelle creature meschine e infami avevano avuto quel che si meritavano. Ma non erano finiti lì; quella era solo un infinitesima parte di quelle bestiacce. Non era un problema imminente, comunque. Osservava le facce dei suoi salvatori. Erano in quattro, tutti ben messi ed equipaggiati; pareva sapessero il fatto loro. Uno di loro si rivolse e disse: "Vuoi dell'acqua, straniero?". Era molto basso, rispetto a lui; un nano ed un elfo. Non pareva gli andasse a genio e non si capì il frutto di quella cortesia. Il nano non si abbassò al prendere la sua borraccia, tant'è che grazie ad una magia, produsse un getto d'acqua dal niente. Questo era Wulgar Stonehead, chierico. Dalla grotta provenì un'altra voce. Non erano soli. Un umano fece la sua comparsa, cominciando a dire di tornare al villaggio. Gli avventurieri si stavano ponendo il problema del nuovo arrivato elfico. "Insomma, che vuoi fare? A questo punto ti conviene venire con noi, a meno che tu non voglia aspettare il ritorno di altre bestiacce.." disse con un sorrisetto un tale James Lancaster. La scelta era obbligata: seguirli.
Era tutto molto strano per Caranthir. Non era uscito spesso da Woodsinger, e tutte le volte era una novità. La rocca di Thor era molto lontana dal luogo in cui erano. Il sole era ancora abbastanza alto nel cielo quando nubi minacciose arrivarono da dietro le colline Briar e portarono pioggia in abbondanza. La strada in terra battuta diventò presto una scia di fango melmoso. Il percorso fu difficile così fino a sera, quando arrivati al limitare di un abitato si sentirono intimare l'altolà, proveniente da una garitta. Una guardia uscì coperta da una mantella pesante e illuminandoli con una torcia esclamò: "Siete tornati! Gli avventurieri sono tornati!". L'espressione di giubilo in quell'uomo ripagava le fatiche spese a combattere quegli abomini. "Seguitemi, Bren sarà impaziente di vedervi" disse, e li condusse all'interno dell'abitato. Il villaggio, nonostante rimanga al chiarore della sera, era visibilmente piccolo. Poche case, intorno alla strada maestra ("..tipo Colignola" esclamaii n.d.r.) e nessun'anima in giro. Tutti rintanati in casa per paura della pioggia o qualcosa di peggio.
Le nocche dell'uomo bussarono alla porta di noce di una delle poche case a due piani. Venne ad aprire un uomo, tale Bren, capovillaggio. "Accomodatevi" disse, appena li riconobbe. Per Caranthir fu un sollievo entrare in un edificio accogliente, per quanto possa amare la natura. Il caldo del caminetto, acceso giusto per l'occasione della pioggia, era un toccasana. Furono fatti mettere al loro agio, rifocillati e verso le ultime cucchiaiate di minestra, l'impaziente sindaco disse: "Insomma com'è andata?"
"Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta" disse la pubblicità dell'Amaro Montenero, pardon, Zebith Do'urden, altro personaggio eminente della figliolata.
"I Bullywug erano numerosi e non è stata una battaglia facile. Ce ne saranno altri in giro, ma quelli che erano nel loro covo sono stati sgominati" aggiunse la maga Sariel Feyerolun. "Bene, molto bene" disse consolato Bren. La discussione proseguì ancora un po' decidendo le future strategie per combattere il Cerchio di Ferro.
Cerchio di Ferro: è un organizzazione di malviventi i quali hanno preso il controllo della regione di Harkenwold, togliendo di mezzo il precedente governo. Il loro capo è Nazir Redtor.
"Ma insomma, come mai ti sei ritrovato prigioniero di quegli affari, elfo?" disse Wulgar. Era l'ora di vuotare il sacco e dichiarare la missione. "Provengo dal Campo di Woodsinger e sono stato inviato dal mio capo a valutare la gravità di questa situazione. L'efferatezze del Cerchio di Ferro sono giunte fino alle nostre orecchie." pronunciò con gravità Caranthir. "Per adesso non vogliamo immischiarci in codeste questioni di vile potere" aggiunse, provocando un immediato sconforto negli astanti. "Ma" riaprendo la discussione "se i briganti minacceranno direttamente il campo, la scelta sarà unica. Guerra." Guardò le facce dei suoi nuovi compagni. Chissà qual'èra il loro compito, quale scopo avevano in tutto questo. Temeva che avrebbe avuto molto tempo a disposizione per scoprirlo. "Poi io non decido niente, è il consiglio degli anziani e il capo che ha in mano tale responsabilità". concluse.
La notte scese la sua coltre sui nostri stanchi eroi. L'alloggio e il pasto fu offerto dal podestà; la locanda dove avrebbero dovuto pernottare brulicava di soldati, mercenari e milizie di basso profilo. Gente tolta dal campo di segale e, datale un'arma e la promessa di un bottino ricco d'oro, avrebbe fatto a pezzi il mondo. Caranthir non apprezzava chi apprezzava solo il denaro. Nella vita la prima cosa è la natura, dicono gli elfi. Scoprì, davanti ad un boccale di birra, che Il Nano proveniva da Hammerfast e di più non si sbottonò. James scherzava pesantemente con Sariel, con fini chiaramente adulatori. Chissà che avevano quei due. Zeb parlottava sottobanco con l'oste, trattando forse la quarta pinta di cerveza. Car avviò un paio di discussioni con i militari presenti. Non cavò un ragno dal buco, se il suo obiettivo era trovare una nuova arma. Avrebbe dovuto aspettare la mattina e l'apertura dei pochi, miseri negozi.
Piano piano la gente si alzava e faceva visita alle camere. Era l'ora di andare in branda.
"Perlomeno sono ancora vivo" pensò, quando Car si tirò su le coperte, visto che fino a dodici ore prima aveva visto la morte in faccia.>>
[fine prima parte - I^ Puntata]
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