mercoledì 6 luglio 2011

Barbarossa - Tra Orsha e Mogilev (1)

Era un po' che non assistevo ad una partita di Flames of War, noto gioco da tavolo basato sulla Seconda Guerra Mondiale. Mi pareva simpatico scrivere una cronaca della partita, rivista in chiave narrativa..

Sembrava fosse passata un'eternità da quando, nel cuore della notte, furono svegliati dal Mládshiy Serzhánt, nel minimo tepore delle loro baracche. Ora Danilov stringeva il suo Mosin-Nagant a bordo del camion, diretti per chissà quale destinazione. L'Alto Comando aveva in mente un attacco. Senza fare grandi pronostici l'obiettivo sarà qualche posizione fortificata nei dintorni di Orsha, pensò il nostro. Dipende quale posizione. Aveva sentito dire da qualche suo commilitone che in settimana ci sarebbe stata un offensiva. Non si sa però verso chi e quando e come.

I pensieri furono in fretta interrotti: una brusca frenata e fine di tutti gli scossoni del viaggio. Tutti a terra, urla il Mládshiy Leytenánt Sokolov. Scendono e prendono posizione in uno dei tanti campi di segale abbandonati a sè stessi. Davanti a loro una bassa collina costellata da viti, sopra di loro la luna calante. Osservando intorno a sè, Danilov nota altri Studebaker scaricare ragazzi della Udarny Strelkovy. L'offensiva deve essere di notevole importanza, non è il solito giro di pattuglia. L'ordine è chiaro, avanzare. Stando bassi, seppur non si notano nemici o strutture difensive, la compagnia di Danilov avanza fino alla collina.

Irtosi in cima al colle, tutti hanno una visione più chiara. Alla poca luce della luna e delle prime luci dell'alba lo scenario che han davanti è fascinoso ed al tempo stesso terribile. Quattro batterie intere di cannoni d'artiglieria tedesche hanno trovato posto lì davanti a loro. Le fortificazioni sono ingenti. Probabilmente il movimento è già stato avvistato dagli scout teutonici. Il tenente ordina di fermarsi. Tutti e sessanta i ragazzi si fermano e spariscono, chi dietro dei massi, chi nelle viti abbandonate. Si attendono ordini, parte una staffetta; c'è ancora il silenzio radio.


Hasso è nel dormiveglia. Non è di guardia stanotte, ma è smontato dal turno di sentinella serale e non riesce a prender sonno del tutto. Avverte però che qualcosa non va. La linea tra Orsha e Mogilev è di vitale importanza, come è stato ricordato dall'Oberst in visita due settimane fa. I russi cercheranno qualsiasi mezzo per poter trovare una breccia nella linea difensiva. Ma non hanno fatto i conti con la 78esima Sturmdivision.
Hasso è un artigliere ma ha visto le capacità combattive dei suoi colleghi. I soldati della 78esima sono veterani di parecchie campagne; hanno visto la morte in faccia ma sono ancora qua. Eh già.
Improvvisamente una vedetta grida qualcosa, l'ufficiale di picchetto corre alla postazione. E' l'allarme nella trincea numero sette. Hasso si scaraventa a terra, trova la giacca di fretta e furia ed è già fuori. Aveva sentito giusto.

La radio crepita qualcosa: gli osservatori avanzati individuano grosse formazioni di truppe a piedi nelle colline antistanti. Dalle loro posizioni Hasso vede soltanto i rigogliosi campi di segale. Le coordinate vengono calcolate rapidamente. Il Leutnant impartisce gli ordini ed i solerti artiglieri del Reich eseguono.
L'artiglieria comincia con il suo fuoco mortale...

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